CBD e salute: chi, come e perché

Il CBD è considerato un ottimo candidato per possibili applicazioni nella salute, in quanto, a differenza del THC, non altera le normali capacità cognitive (es. capacità di giudizio), psicomotorie (es. tempi di reazione) e tantomeno crea dipendenza.

Per questa ragione, in questo articolo, abbiamo deciso di limitare la nostra ricerca di informazioni alle applicazioni del solo CBD (cioè senza l’aggiunta di THC) nell’ambito della salute.

È vero che il CBD ha dei benefici sulla salute?
Se sì, per quali condizioni?
Cosa dicono le persone che lo utilizzano? Cosa dice la ricerca scientifica?

Ecco cosa abbiamo trovato.

CBD: come e perché le persone lo utilizzano

Uno dei pochi studi focalizzati sul reale utilizzo del CBD basato su un campione di 2409 persone ha messo in luce il fatto che, in Canada e negli Stati Uniti, più del 60% lo utilizza per trattare i sintomi di una condizione medica piuttosto che per il benessere generale.

Le condizioni mediche più comunemente associate all’uso di CBD sono risultate essere dolore cronicoansia e depressioneinsonnia.

Alla domanda “Quanto bene senti che il CBD abbia ridotto sintomi della tua condizione medica?”  le persone hanno riportato:

  • 36%  “molto bene senza l’utilizzo congiunto di altri farmaci
  • 30% “moderatamente bene senza l’utilizzo congiunto di altri farmaci
  • 30% “bene senza in combinazione con di altri farmaci
  • 4% “non molto bene”

Inotlre, lo studio ha mostrato che il CBD è utilizzato prevalentemente in olio oppure vaporizzando i cannabinoidi dai fiori di cannabis (sottolineiamo che la vaporizzazione evita la produzione delle sostanze dannose prodotte dalla combustione).

Questi dati sono sicuramente interessanti e rilevanti. Tuttavia, non permettono di chiarire come e quando sia sensato utilizzare il CBD per il trattamento di condizioni mediche e neuropsichiatriche. Quindi abbiamo dato uno sguardo alla letteratura scientifica, focalizzandoci su ansia e depressione, insonnia e dolore cronico.

Quali evidenze per il CBD?

CBD, ansia e relax

Il CBD ha dimostrato di poter ridurre l’ansia sia in persone “sane” sia in persone che soffrono di un disturbo d’ansia.

I risultati di questi studi, anche se ancora in numero limitato, indicano che il CBD potrebbe essere utilizzato con successo per ridurre l’ansia nell’immediato

Tuttavia, non si sa ancora quanto questi risultati siano mantenuti nel tempo.

CBD per dormire

Abbiamo trovato soltanto uno studio che ha indagato gli effetti del CBD sull’insonnia.

Le 409 persone che hanno partecipato allo studio hanno riportato che l’utilizzo dei fiori di cannabis ha ridotto l’insonnia  di 4.5 punti su una scala da 0 a 10.

Più elevata era la percentuale di CBD, più grande era l’effetto.

CBD e dolore

Riguardo al dolore cronico, sono stati sperimentati gli effetti di CBD e THC in modo combinato. I risultati degli studi condotti finora indicano una particolare efficacia nel trattamento del dolore neuropatico, cioè il dolore generato da un danno o un’alterazione del sistema nervoso senza che ci sia un danno ai tessuti.

Inoltre, sebbene non ci siano ancora studi “solidi” sugli effetti della cannabis sul mal di testa (cefalee primarie), esistono numerose e promettenti evidenze che si possano ottenere risultati positivi.

Studi CBD vs. THC

Numero di studi medici sul THC e sul CBD (dati ottenuti da PubMed).
Negli ultimi anni il numero degli studi sugli effetti terapeutici del CBD è paragonabile a quello 
degli studi sul THC

CBD e salute in sintesi

Tirando le somme, possiamo dire che:

  • Le persone utilizzano il CBD come una soluzione a problemi di salute cronici.
  • C’è molta incertezza sul come utilizzare il CBD (dosi, effetti di diverse concentrazioni, ecc.).
  • I dati disponibili concordano su quando utilizzare il CBD (contro ansia, insonnia, ecc.).
  • Gli effetti del solo CBD sul dolore sono ancora tutti da esplorare, in particolare nelle cefalee primarie.
  • Ci sono ottime speranze provenienti dalla ricerca, che però richiederanno ancora tempo per maturare.

Inoltre, recentissimi studi suggeriscono che, al di là d quanto sperimentato finora, l’approccio “full spectrum (CBD + altri cannabinoidi + terpeni) sia più efficace di quello “mono-molecola” (solo CBD).

In ogni caso, c’è ancora molto da esplorare…

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